Insieme esprime la volontà politica ferma di porre il tema dell’uguaglianza di genere al centro dell’agenda e di coniugarla nei vari contesti decisionali con un’azione organica, ampia e condivisa, un programma strutturato che sia integrato come elemento strategico fondamentale per il futuro del Paese. 

La lista Insieme sostiene l’appello   #MaiPiùSenza

«Il Global Gender Gap Index 2017, del World Economic Forum, vede l’Italia all’82esimo posto su 144 Paesi analizzati, in caduta libera di 32 posizioni rispetto all’anno precedente, e addirittura al 117esimo posto quando consideriamo solo la dimensione economica. Dovrebbe essere fonte di preoccupazione comune soprattutto in considerazione del fatto che l’impegno a eliminare le differenze è uno strumento per la crescita economica, non solo una questione di diritti e di giustizia: recentemente, l’Ocse ha calcolato che un aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro del 25% entro il 2025 può aggiungere 1% alle previsioni di crescita del Pil».

Un cambio di rotta è necessario per affrontare i grandi problemi del presente e costruire un mondo migliore. Per questo, sapienza e saperi che si radicano nell’esperienza storica femminile sono vitali per la conversione sociale ed ecologica della realtà. Sempre più donne, consapevoli della propria competenza e differente visione delle cose, divenute protagoniste in ogni luogo delle società dopo aver disfatto l’autorità del patriarcato, intendono assumere responsabilità di direzione e governo nelle istituzioni rappresentative e non solo. Il pensiero e le pratiche maturate all’interno del movimento delle donne saranno decisive per  la trasformazione culturale e politica indispensabile alla conversione ecologica e sociale del nostro, come degli altri paesi. Un esempio significativo è la politica estera femminista inaugurata dalla Ministra degli Esteri svedese Margot Wallström. La Svezia ha favorito il coinvolgimento delle donne nel processo di pace colombiano e creato una rete svedese di donne mediatrici per la pace, allargatasi ad altre nazioni e regioni. Moltissime sono ormai le invenzioni e le realizzazioni di un differente modo di pensare la politica e di governare, cui potrebbe e dovrebbe ispirarsi chi ha a cuore un nuovo centrosinistra.

Nessun cambiamento potrà essere radicato e duraturo se non si agisce sulla cultura. Insieme concorda sulla necessità di due livelli di intervento: da un lato, un lavoro di decostruzione degli stereotipi e, dall’altro, iniziative educative di prevenzione della violenza di genere e di attivazione di percorsi di inserimento professionale e indipendenza economica per le donne che hanno subìto violenza.

Insieme propone come prime misure urgenti

  • L’utilizzo degli appalti pubblici per contribuire allo sviluppo dell’imprenditoria femminile
  • L’introduzione di sgravi fiscali totali rispetto alle spese di cura sia per i figli che per gli anziani e i disabili a carico di uno o entrambi i coniugi quando lavorano entrambi
  • L’introduzione di incentivi per il rientro al lavoro dopo la maternità. Le donne che tornano al lavoro dopo la maternità obbligatoria dovrebbero ricevere almeno tanto quanto quelle che prolungano il congedo, e cioè il 30% del proprio stipendio, per esempio sotto forma di bonus o di voucher per le spese di cura
  • Il mantenimento dei cinque mesi obbligatori del congedo di maternità ma legandone solo tre al momento del parto, lasciando la fruizione degli altri due secondo accordo tra lavoratrice e datore di lavoro entro il primo anno di vita del bambino
  • L’introduzione di un mese di congedo di paternità obbligatorio, retribuito allo stesso livello di quello materno, da fruirsi entro il primo anno di vita del bambino, con l’obiettivo di coinvolgere i padri nella cura dei bambini.
  • L’inserimento nel bilancio annuale del dato relativo alla percentuale di presenza femminile in rapporto alla forza lavoro complessiva e un’informativa esplicita sulle dinamiche e i compensi del personale divisi per genere