Insieme intende ripartire dal Sud, creando una discontinuità con il passato per passare dalla logica dell’incentivo alla logica della fiducia

Insieme ritiene che non possa esistere benessere nazionale senza una politica di crescita del nostro Mezzogiorno, patrimonio unico al mondo di culture, tradizioni, paesaggi, saperi.

È necessaria una politica di orgoglio nazionale che parta da interventi di risanamento del disagio sociale e punti al potenziamento delle vocazioni in primis turistiche e produttive.

Insieme crede che il Mezzogiorno possieda le energie per incrementare il benessere dell’intero Paese.

Per troppo tempo si è ritenuto che le soluzioni dei problemi economici del Mezzogiorno fossero da ricercare nel perseguimento delle migliori formule tecniche di incentivo in grado di alimentare e sviluppare investimenti e impresa.

Attraverso i soli fondi strutturali 2007-2013 sono stati finanziati, nelle prime cinque regioni del Mezzogiorno, oltre 225.000 progetti per un valore di 78 mld di euro (su un arco di 10 anni che considera lo slittamento, si parla di circa 62 progetti/ora per un valore medio di 340.000 euro/progetto!!!) a cui si sommano le varie ‘misure speciali’ che negli ultimi 30 anni hanno caratterizzato gli interventi nel Sud del Paese.

La ‘politica dell’incentivo’ si richiama ad un approccio immediato che però non tiene conto del profondo senso di sfiducia che pervade da anni le famiglie e le nuove generazioni del Mezzogiorno e che ha prodotto una diffusa inibizione dello spirito di intrapresa: se non credo in un futuro nella (e per la) mia terra, difficilmente considererò di investire… anche se ho un cofinanziamento a fondo perduto. Il senso di sfiducia e di insicurezza limita pertanto gli effetti degli incentivi all’autoimprenditorialità e alimenta un tessuto che risponde oramai, con il consenso di tutti, più a logiche da ammortizzatore sociale che di attivatore economico.

Insieme ritiene che per dare una vera svolta sia necessario restituire fiducia ai cittadini del Mezzogiorno e se non è la politica che dimostra di fidarsi del Meridione difficilmente si può immaginare che la gente del Sud investa nella propria terra solo perché esiste una linea di finanziamento.

Iniziare a fidarsi del Sud significa sviluppare iniziative e progetti nella convinzione che si possano affidare alle forze del Meridione progetti strategici per la crescita nazionale. Significa pensare allo sviluppo del Paese generando un rapporto di fiducia che è sempre mancato.

È un approccio che implica scelte in radicale discontinuità rispetto al passato, ma che potrebbe finalmente determinare  un reale cambio di passo (e di visione).

Puntare sul Mezzogiorno significa recuperare un’offerta formativa superiore in grado di frenare lo spopolamento delle Università, fermare l’emorragia di giovani formati e attrarre nuova forza intellettuale dalle altre aree del Paese e dell’Europa.

Insieme propone come prime misure urgenti

  • Destinare una quota del Fondo di finanziamento ordinario  per costruire un Politecnico di rango europeo attraverso la collaborazione tra le grandi Università del Mezzogiorno
  • Delegare al nuovo Polo universitario attività strategiche per il Paese quali in una prima fase, l’implementazione degli obiettivi dell’Agenzia per l’Italia Digitale, il supporto scientifico del Piano strategico per il Turismo o gli indirizzi dell’Agenzia per la coesione
  • Estendere il piano “Industria 4.0” alle regioni del meridione e a tutte le università del sud che non sono state coinvolte nel progetto.