Il pericolo è chi pensa che la tutela dell’ambiente sia “vintage”

ambiente, Bonelli Insieme 2018 Lista Insieme

Angelo Bonelli  della lista Insieme è intervenuto nella notte del 18 gennaio all’interno della trasmissione “Linea Notte” e ha spiegato con chiarezza quali siano alcune delle motivazioni per le quali durante le elezioni del 4 marzo bisogna votare per la lista “Insieme”: “Siamo gli unici a parlare di ambiente, mi permetto di parlare al plurale perché mi sento di far parte di una comunità, quella comunità di ecologisti ed ecologiste, uomini e donne che in questo paese combattono per il diritto alla salute, all’ambiente, per il futuro delle generazioni che verranno. Temi che sono assolutamente assenti nell’agenda di questo Paese e purtroppo anche dell’informazione. Parlare di ambiente significa parlare di quei sei milioni di cittadini che oggi vivono in quelle aree altamente inquinate”. Dichiara l’ecologista tra i fondatori della lista Insieme che prosegue “Vogliamo rappresentare e abbiamo fatto battaglie in nome del popolo inquinato, per liberare le città dalle morse del traffico che secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente purtroppo nel nostro paese novanta mila persone muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento: noi vogliamo costruire una prospettiva di conversione ecologica che dia una risposta al tema dei cambiamenti climatici, contrastare l’illegalità: quello dell’ambiente è un tema che rispetta i cittadini onesti che seguono le leggi. Ad esempio pensiamo all’abusivismo edilizio, pratica a cui molti partiti tendono a strizzare l’occhio tramite i condoni edilizi e poi ci sono tante persone che si pagano la casa e rispettano le leggi questa è la comunità che intendiamo rappresentare”.

Chiesta una sua opinione sul ritorno in campo di Silvio Berlusconi, Bonelli dichiara fermamente: “Penso che gli italiani conoscano bene Silvio Berlusconi. Ha fatto proposte roboanti che costerebbero al nostro paese decine di miliardi, di cui le coperture non sono assolutamente note. Al contrario però è nota la sua capacità di fare promesse su promesse: ad esempio qualche giorno fa parlava di recuperare l’evasione fiscale. Devo dire che è singolare che Berlusconi parli di recuperare l’evasione fiscale lui che è stato condannato per frode fiscale con condanna e sentenza definitiva. Penso che gli italiani sappiano con molta serenità chi sia Berlusconi, però penso sia doveroso parlare di questo aspetto della non credibilità di chi oggi fa questi tipi di proposte solo per cercare di incantare, quando gli italiani hanno capito chi è stato e cosa ha rappresentato Silvio Berlusconi cioè portando lo spread a cinquecento punti, rappresentando un problema serio per l’economia. “

Poi è il momento di parlare del programma, all’interno di quello della lista Insieme ci sono dei punti condivisi con il Partito Democratico, ma certamente la lista di ispirazione ulivista cerca di rimettere al centro dei discorsi politici il tema ecologia e più in generale quello della sostenibilità e nello spiegare questi passaggi Angelo Bonelli dice: “Noi abbiamo temi in cui esiste una sostanziale diversità con il Partito Democratico, quando per esempio noi parliamo di conversione ecologica nel settore della politica industriale dell’auto. Siamo lieti della notizia di due giorni fa  in cui abbiamo appreso che finalmente Marchionne ha cambiato idea sull’auto elettrica. Non possiamo negare però che ha avuto delle responsabilità enormi da questo punto di vista perché la Fiat non ha fatto investimenti in questo settore. All’interno del nostro programma ci sono elementi che non sono presenti nella politica in generale, il tema dell’ambiente e il tema dell’ecologia è assolutamente scomparso, è necessario riportarlo al centro come elemento fondamentale anche dalla parte della politica degli investimenti. Si tratta di una serie di politiche che coinvolgono la vita delle persone  ad esempio quelle per la prevenzione da rischio sismico, dal rischio idrogeologico o sul tema dei trasporti, per il trasporto per i pendolari sono sono necessari investimenti. Se per noi parlare di questo è un elemento di grande novità, si tratta invece di una normale routine in altri Paesi d’Europa ma è un argomento purtroppo espulso dall’agenzia politica del nostro Pease. Tra i nostri candidati ci sono tanti tanti giovani e guardiamo ad un mondo di giovani che sono molto attenti alla questione del cambiamento climatico che ha in se una questione morale molto forte sul futuro. Su questo noi siamo convinti di poter rappresentare all’interno del centro sinistra, un’alternativa valida per chi non volesse votare il Partito Democratico, per votare quindi una prospettiva ecologista di ispirazione ulivista che che ha fatto molto bene al Paese. Ed è doveroso ribadirlo, oggi noi vediamo dei frutti di quando i Verdi sono stati al governo: se oggi l’Italia è produttrice ed è una dei leader nella produzione di energia fotovoltaica in Europa, lo si deve a noi, perché abbiamo introdotto elementi di capacità e di cultura di governo”.

Bonelli in fine risponde all’on. Sisto, controparte del confronto a “Linea Notte”, il quale ha definito il tema ambientale come “vintage”: “Noi facciamo la nostra battaglia per porre al centro i nostri temi  – afferma l’ecologista – e l’intervento dell’onorevole Sisto lo dimostra, perché quando un parlamentare sostiene che l’ecologia sia un tema vintage allora è un pericolo. Sostenere che il tema della tutela dell’ambiente e diritto alla salute in un momento in cui vediamo quello che accade nel pianeta, è chiaro lo spartiacque perché ci tengo a sottolineare che ciò che noi vogliamo proporre con grande forza è avviare un processo sereno ma necessario di transizione ecologica che anche le grandi industrie stanno iniziando a comprendere l’importanza del tema della sostenibilità ambientale che è anche fondamentale per dare occupazione. Come tutti anche noi ci poniamo il problema dei posti di lavoro, ma sappiamo che il tipo di sviluppo proposto dal centrodestra fino ad oggi non ha ottenuto questa grande espansione economica prevista. Al nostro Paese si possono dare centocinquemila posti di lavoro, tramite l’investimento in realtà economiche sostenibili e dare così lavoro a tanto giovanie queste sono le priorità della lista Insieme”. Così si conclude l’intervento di Angelo Bonelli.

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  • Davide Zerillo ha detto:

    Bene.

  • Gabriele Gavioli ha detto:

    Una rassegna dei temi ecologisti da affrontare e soprattutto dei metodi politici/fiscali per perseguire gli obbiettivi con successo sono riportati nel blog:
    https://ecodembologna.wordpress.com/

    Ragionevolmente si portano esempi di errori gravi in cui incorrono politiche che dovrebbero solo salvaguardare Interessi Generali della popolazione di un territorio, o di tutto il mondo.
    “E così, i provvedimenti a favore dell’energia solare, scaricati sui consumi energetici di tutti i cittadini, anche quelli non in grado di effettuare scelte alternative; e ancora, il “consumo di suolo” [per il fotovoltaico]. Non sono stati forse pensati per compiacere particolari portatori di interesse?”
    Ciò avviene perché politiche nate per favorire Interessi Generali, se non vengono gestite con vere modalità differenziali (cioè ponendo in concorrenza su date Caratteristiche Rilevanti solo coloro che offrono al consumo gli stessi beni e servizi), vengono piegate a favore di interessi particolari [purtroppo facilmente, quindi spesso].
    In definitiva, politiche che non sono realmente differenziali, per le pur necessarie trasformazioni di tecnologie, comportano quantomeno costi più alti del dovuto e tempi più lunghi del necessario.

  • Gabriele Gavioli ha detto:

    In proposito si veda “PDG_2017 E2 GHG_180110.pdf” che (nel capitolo 1.1.) esamina come si è ridotta dal 2005 al 2015 l’intensità carbonica media della produzione dell’energia elettrica usata in Italia [tCO2/MWh] ed i corrispondenti aumenti del prezzo medio del MWh elettrico agli utenti.
    Si ricorda che negli ultimi 10 anni sull’energia si è proceduto imponendo tasse e separatamente offrendo incentivi, generalmente indirizzando le prime ed i secondi a soggetti diversi.
    Invece è più semplice (e meno costosa per gli utenti finali) una Politica di Stimolo Differenziale per ridurre le emissioni di GHG (gas effetto serra), che agisca solo sui fornitori d’energia commerciale, affinché questi riducano l’uso delle Fonti Energetiche Minerali (carbone, petrolio, gas, nucleare).
    Nel caso specifico, l’aumento di costo per ridurre l’intensità del 27 % in dieci anni (un pur non drammatico = +14 %) avrebbe potuto essere ridotto del 65 %.

  • Gabriele Gavioli ha detto:

    Agli utilizzatori finali delle varie forme d’energia commerciale (solida, liquida, gassosa, elettrica) è
    invece ragionevole chiedere solo di consumare meno energia commerciale, cioè semplicemente
    spendere meno in acquisti d’energia (vedi “PDG_2017 E1 Energia_171206.pdf”)

    Mi sembra riduttivo pensare che i temi della quantità e del tipo di energia utilizzata in un territorio siano poco rilevanti.
    L’energia acquistata in Italia costa circa 180 G€/a, oltre il 10 % della spesa delle famiglie e quella parte non comprata direttamente da loro è parte (circa raddoppiata) dei prezzi dei beni e servizi non energetici di cui le famiglie usufruiscono.
    Non è quindi irrilevante notare che perseguire in egual modo un fine giusto (contenere il riscaldamento globale e relativi costi) possa comportare un aumento di prezzo della energia del 5 % (tramite una Politica di Stimolo Differenziale) invece che del 14 % (tramite le politiche in atto).
    Credo che qualcosa di utile ci si sarebbe potuto fare con i 24 Miliardi di euro ogni anno che dal 2015 gli italiani avrebbero così risparmiato a pari servizi ricevuti.

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