Santagata: Proprio non capisco la scelta di LeU alle regionali

santagata LISTA INSIEME

Giulio Santagata della lista Insieme è stato tra gli ospiti della puntata di questa mattina di Agorá su Rai 3. Molti i temi discussi nel corso della trasmissione, tra i quali la sicurezza, le alleanze all’interno dei diversi schieramenti e le diverse proposte per il fisco e per far ripartire l’Italia.

Commentando i recenti fatti di cronaca e violenza a Napoli che hanno visto sia come vittime che come protagonisti adolescenti Santagata ha detto ” senz’altro il controllo del territorio è importante ma non dimentichiamo che in Italia ci sono 180.000 abbandoni scolastici e quasi 3 milioni di ragazzi che non studiano e non lavorano. Quel gruppo di ragazzi che non hanno un futuro alimentano delle deviazioni che dobbiamo controllare con il controllo di polizia ma che, soprattutto, dobbiamo prevenire con l’educazione. ”

Sul tema delle alleanze, replicando a Fratoianni ed a Liberi e Uguali ha proseguito Santagata “Renzi predica bene e razzola male. Mi aspettavo dal Pd un intervento più deciso nel cercare in questi mesi di costruire l’alleanza ed uscire dall’idea dell’autosufficienza per formare una coalizione. Però proprio non capisco la scelta di LEU per le regionali, perché sono un bel banco di prova per il dopo. Se il 5 marzo non troviamo il modo di ricominciare a costruire il centrosinistra per il Paese saranno guai.”

E, ad esempio, non sono convinto che Pierluigi Bersani voterà a cuor leggero contro il decreto sulla missione militare nel Niger perché non sono convinto che non veda anche lui che nella tratta dei migranti c’è un problema enorme”.

“Chiedo a Liberi e Uguali se pensa  davvero che il centro sinistra sia un campo desertificato in cui non si può seminare più nulla e se si prepara a dire che le uniche alleanze  possibili siano con il centrodestra o con i cinque stelle. Io, da un lato, penso che i 5 stelle siano un’accozzaglia di posizioni in cui stento a riconoscere posizioni riformiste e dall’altro continuo a pensare che nell’area del centrosinistra si possa ancora seminare. Sono tra quelli che il Pd lo hanno fondato e riconosco che il Pd non è il partito che avrei voluto fosse. Ma noi siamo alleati con il Pd con l’obiettivo di migliorare la politica di centrosinistra e cambiarla dove è cambiabile. ”

“Mi preoccupa questa campagna elettorale in cui si annuncia solo che si propone di abolire in radice questo o quel provvedimento. In politica la continuità delle cose è fondamentale: la nostra scuola, per esempio, esce massacrata da anni di continue riforme. O anche il Jobs Act, ad esempio,  ha cose buone e cose sbagliate al suo  interno: noi vogliamo cambiare quelle sbagliate, introducendo, ad esempio, un sistema vero di supporto a chi cerca lavoro.”

Quanto alla decisione di promuovere, con i socialisti di Riccardo Nencini ed i Verdi guidati da Angelo Bonelli, la Lista Insieme, Santagata ha detto “Abbiamo visto un Paese che andava tranquillamente allo sfascio senza che nessuno si preoccupasse come mettere un argine. Prodi prima di me e con lui Pisapia hanno tentato l’operazione di tenere insieme un’area vasta. Non ci è riuscito a pieno. Noi continuiamo da dove ha terminato lui, per costruire un’alleanza nella speranza che sia una passerella tra Liberi ed Uguali e il Pd per ricostruirlo per davvero il centrosinistra.”

Sul fisco, infine, e sulla flat tax proposta dalla destra di Berlusconi: “noi siamo tra i paesi meno flat al mondo, anzi, al contrario, siamo uno dei tre o quattro paesi al mondo più frantumati nella distribuzione della ricchezza.  Con una classe media che sta scivolando verso la povertà non possiamo usare la leva fiscale al contrario di come andrebbe usata perché stiamo  su un gigantesco piano inclinato che va verso il basso e se ci mettiamo sopra la “vaselina” di una flat tax, il risultato è che la gente scivola verso il basso in modo molto molto più veloce. Per questo sono contrario alla flat tax, perché l’Italia ha bisogno di ritrovare un’equità interna anche attraverso l’uso della leva fiscale, altrimenti non abbiamo più la capacità di crescere”.

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